Vittoria

5 libri prospettiva vittoria

presentazione di:

Vittoria, incontrare l’anima gemella attraverso gli archetipi.

vittoria

il libro lo trovate su questo link

Vittoria, incontrare l’anima gemella attraverso gli archetipi 

Flussi, movimenti, non concetti

Anime gemelle

questo blog è nato per presentare il mio libro Archetipi, la danza della vita.

Appena ho iniziato a pensare come impostare le pagine, come organizzare i post, ecc, subito s’è affacciato il secondo libro:

Vittoria, incontrare l’anima gemella attraverso gli archetipi

qui, se vuoi, puoi scaricare il PDF di Vittoria

qui la presentazione del libro

qui la presentazione dell’autrice.

È bastata la domanda: – Qual’è il tuo messaggio?

Ed il libro era già qui con tutta la sua forza.

Oggi i due libri viaggiano insieme, complementari, e mi sento di dire che sono “Anime gemelle”.

Sì, Archetipi e Vittoria sono “anime gemelle” di questo viaggio meraviglioso.

Mi sento anche di dire che Archetipi è il maschile e Vittoria il femminile di questa danza.

Il gioco non si ferma qui, ed ecco che queste super anime gemelle si sono alleate con altri tre libretti usciti in precedenza. Ci siamo resi conto che i tre: Nel paese dei balocchiIsshah AdamahEmme ya, spiegano dinamiche che Archetipi e Vittoria applicano al qui e ora affinché diventi sempre più coerente e corrispondente ad un’esistenza di qualità per il terrestre.

Quanto è scritto qui, in questo contenitore che è il blog, così funziona, così diventa, perché questo è il regno degli Archetipi primari. Gli archetipi primari sono chiavi trasformative, conformano la psiche per cui, chi legge qui, conforma così la sua psiche – il suo movimento – il suo interfacciarsi con il mondo.
Siamo consapevoli che tutto si crea dentro di noi. Ciò che ci sembra realtà, fuori, è solo un palcoscenico che noi continuiamo a alimentare o decidiamo di far cadere.

Per accorgersi della sceneggiata bisogna fare un distacco dal mondo. Chiudere occhi e orecchi esterni. Veramente chiudere TV, web, giornali, messaggi quando tutto questo ci arriva dall’esterno. È il contrario di come ci hanno sempre detto di fare. Importante non è “essere informati” bensì “non sapere del mondo”, non guardare. Fare silenzio e distacco per un po’, per il tempo di ritrovare il contatto interno, allora quando ci si riaffaccia sul fuori, ciò che viene da fuori stride, sa di idiozia, di balordaggine. Allora, le voci che vengono da TV, web, giornali ci arrivano davanti per ciò che sono: pazzia – isteria – compromissione – servaggio.

Solo a questo punto, dentro di noi, facciamo la scelta perfetta.

Questa è Babele, che si rinnova ogni giorno. I tempi biblici, greci, e delle Tradizioni antiche non sono storia, o passato, sono ogni attimo “qui e ora” di noi che scegliamo che cosa vivere. Sono pensieri sui quali ogni giorno costruiamo il palcoscenico.
Nella vita non siamo andati molto più in là di quando ascoltavamo le storie e le fiabe da mamma, nonna… stiamo ancora a raccontarci storie di orchi, di fate, di re e potenti. Di guerrieri, lotte, conflitti, come nei racconti di quando eravamo piccoli. Il cattivo, il buono, il perdente, il vincente. Li abbiamo solo ammantati di altre accezioni, altre vesti e connotati. Ma i movimenti interni – nostri – sono gli stessi.
Questo va colto, visto in tutta la sua forza e conseguenza. Siamo anche altro, siamo amore, condivisione vincente. Con quali parti di noi mettiamo in scena la giornata e il nostro teatrino? Con orchi, re despoti… o con personaggi che vengono dalla nostra parte consapevole, deliberatamente scelta e amorevole?

Possiamo scegliere in quale piano di realtà stare.
È sempre concreta la frase di Michael Hende riportata in

Vittoria

disse:

– Tutto ciò che accade tu lo scrivi.

– Tutto ciò che io scrivo, accade – fu la risposta.

Dove
– tutto ciò che scrivo – vale anche per – tutto ciò che penso – dico – faccio progetto.

Il punto non è che noi terrestri-umani non sappiamo o non sapevamo scrivere, pensare, dire, fare, ecc il punto era la sottrazione di energia e l’interferenza di forze – sempre parti di noi – che a questo punto non chiamerei tanto “forze estranee” quanto “dinamiche interiori” che manipolavano il nostro sistema.
Questo è ciò che gli archetipi primari fanno: riconducono all’equilibrio e alla sua integrità di strumento per il terrestre” il sistema di creazione, di discernimento, di soddisfazione vissuta pienamente, degli esseri che hanno scelto l’esperienza sulla Terra.
Non solo dell’umano, bensì di ogni forma di esistenza, in pari dignità.

Ho la sensazione che il pensiero si modifica, o meglio, che noi modifichiamo il nostro modo di percepire il pensiero e di coglierne la pregnanza, la funzionalità, la purezza. Il pensiero è un’energia ben – altra – da ciò che fino ad oggi abbiamo sperimentato. Cambia il nostro livello di vibrazione, e sta cambiando il livello di vibrazione del pensiero che riusciamo a captare e a proiettare.
Questa ricerca sul pensiero continuerà, è sperimentazione, non certo un dire accampato sul solo ragionare. La terrestrità vuole “le mani in pasta” e il “mettersi in gioco”. 

Questa è l’introduzione per quattro o più pezzi su come Vittoria si pone sul territorio.

Stiamo parlando dell’essere i creatori della nostra realtà. Creare vuole queste condizioni:
– un intento – o progetto
– spazio
– tempo
– energia

Fino a oggi pare che sia così, metto tutto sull’ipotetico, non c’è niente di certo. Anzi, per come la percepisco, già potremmo parlare diversamente del “creare” ma certo, ciò che possiamo già percepire dell’oltre, passa innanzitutto per questa presa di coscienza.
– che ciascuno di noi crea la propria realtà
– che queste elencate sopra sono condizioni da sperimentare e consapevolizzare se si vuole approdare a cosa c’è oltre.
Per cui: non pensiamo che il territorio sia uno spazio fisico, non solo. Lo spazio e il tempo che stiamo ri-conquistando son quelli dentro noi stessi, per farli diventare forza, persone, situazioni, autentiche bellezze da vivere. Forza amorevole, rispettosa del nostro essere collettivo, della dimensione terrestre. Tutte cose dette e ridette da tanti, non m’interessa ripercorrere il già detto. Tutto è matrix, ossia pensiero esposto, portato all’esterno per cui a rischio boicottaggio, sabotaggio, controllo. Per la mia visione delle cose e per l’esperienza tutto ciò che diventa parola, frase, scritto, grafico, disegno, oggetto, quindi tutto ciò che passa dal pensiero come vibrazione interiore, all’esterno, viene visto da matrix (ancora noi) e può essere modificato. E manipolato. Siamo sempre noi nel processo e in ogni suo passaggio, anche quando ci riferiamo a presunte presenze esterne, che siano fisiche o astrali, o mentali, sempre e solo parti di noi sono. Detto più precisamente, sempre e solo parti di me, perché io sono il creatore della mia realtà. Altro non si dà.

Quello che io condivido in questo sito, nel libro Vittoria e certamente anche negli altri miei libri, è rendersi conto di questo. Altro non c’è. Qualsiasi altra informazione, indicazione, che si può trovare tra i miei scritti è esperienza mia, come io la vivo, la sento o la interpreto, oppure come la trasformo, ma in questi passaggi ciascuno ha i suoi modi, i propri orientamenti e gusti. Ciò che mi interessa condividere è il processo nel suo impianto, per il fatto che chi legge si può ritrovare nelle stesse impostazioni, con lo stesso modo di vedere se stesso e il fuori di sé. È su questo che condivido il percorso di vita e mi piace trovare riscontri e confronti. Poi, come ciascuno di noi si ricama le situazioni una volta visto l’impianto esistenziale e psichico, il resto, può essere completamente diverso dal mio, da quello dell’altro, e va benissimo, anzi. Fine omologazioni, fine doxa.
Quindi ciò che condivido, per quanto ho verificato, può portare il lettore ad approfondire le dinamiche di ciò che definiamo “realtà”. Di questo percorso il libro Vittoria vuol avviare la fase pratica, concreta. Gli archetipi diventano evidenti; si fa percettivo, toccabile ciò che queste chiavi fanno dentro di noi, e fuori. Gli archetipi primari, mentre trasformano l’impianto della nostra psiche e tutte le altre parti del nostro meraviglioso strumento di creazione (vedi in Vittoria l’ultimo capitolo Muoio e rinasco e tutti i laboratori), muovono anche le situazioni intorno a noi. Cambi di casa, lavoro che si perde, si riduce, si cambia.

C – G – Metto in movimento – Ghimel – 3° archetipo.

Incomprensioni nel lavoro o con le persone nonostante si sappia bene di aver agito dal massimo della proprie capacità di correttezza. Certo, di correttezza e lucidità, non di servaggio al sistema… è diverso.
Queste rivoluzioni nella propria vita non sempre sono gioie quando accadono. Spesso, poichè siamo molto abituati allo stato di sicurezza e di comfort, di omologazione al sistema come se l’essere “belli buoni e bravi”, o il non rischiare, fossero lo status ottimale dell’essere terrestre, e umano, e divino, spesso dico, il cambiamento diventa parecchio destrutturante. Ci si sente spiazzati, si vivono autentici attimi di panico. Si soffre, anche fisicamente il cambiamento delle situazioni. Perché sono cambi di territorio, di sistemi relazionali, di persone. Ma, qualcosa sotto fa scorrere via i file cache delle paure, dei sospetti, della disistima di sé, qualcosa di armonico e sostanziale ci avvolge, ci sposta, ci abbraccia, e noi impariamo a nuotare in acque alte e tempestose. Siamo traghettati dalla forza.

Scin – 21° arché – Sc – Traghetto – essere traghettati.

Sapendo che quello che cade è illusorio, è ciò che può cadere. Noi non caschiamo nel vuoto, prima o dopo atterriamo in qualcosa che è diverso ma sicuramente più coerente con noi stessi. Non viviamo più la paura, piuttosto nascono pensieri di fiducia, anche di sfida alla situazione, di coraggio, e procediamo.

Fé – 7° arché – F – P – espando.
Nun – 14° arché – N – trasformo.

Sentiamo questo, e lo sentiamo come un flusso sereno che ci acchiappa, c’insegue e ci precede, inutile insistere, non riusciamo più ad assecondare la dualità. La separazione tra noi e il mondo non c’è.

Sì, ecco, ci separiamo da persone, luoghi, situazioni prima avvertite ineluttabili ed indispensabili, tutto si porta via questa tempesta interiore, che spazza gli antichi sistemi cui eravamo allacciati.
Ma noi, siamo, fermi, nell’occhio del ciclone. Noi, non ne siamo travolti, nonostante chi cambia situazioni, cose ed eventi, siamo noi.

Allacciatore dei mondi, dice un glifo maya, ecco, siamo qui per stabilire ben altre connessioni. Ora, tra fratelli di viaggio consapevoli dello stesso percorso. Siamo qui per essere terresti, certo, talmente terresti che, vissuto pienamente il nostro stato di Corpo, di Psiche ecc1, tutto il cosmo, quello che si muove dalle nostre fondamenta interiori, è oggi a nostra disposizione.

Alef – 1° arché – A – Unisco.

Vittoria ci conduce in questo cammino di ri-appropriazione di sé. Con gioco, con ironia. Vittoria è intrigante perché la sua sfida è metterci in grado di essere trovati dalla nostra anima gemella. La persona grazie alla quale tutto si ri-formula, tutto riparte da ben altro livello di vivibilità e godimento. Da ben altro stato interiore, soprattutto.
Quale altra sfida poteva offrirci Vittoria se non la più alta? Da terrestri consapevoli potremmo anche momentaneamente adattarci sulla casa, sul lavoro, sulle amicizie, non possiamo adattarci sul nostro compagno, sulla nostra compagna. Noi siamo Re, Regine, sappiamo quali altezze e profondità del Sé possiamo condividere. Chi ci cerca, e ci trova, deve risuonare sulla stessa nostra vibrazione. Oggi sappiamo ben gestire e proteggere noi stessi e la nostra regale energia.

Res – R – 20° arché – Perfeziono – essere Re – essere Regina.
Scin – Sc – 21° arché – Traghetto – mi lascio traghettare – la corona.

In Vittoria ci inoltriamo in noi stessi mentre ci impegniamo allegramente a costruire l’attesa, poi la centratura, infine la seduttività, la forza dell’attrazione, e lei, lui, ci compare davanti. L’anima, il cuore, il corpo gemello che ha fatto, per strade sue, lo stesso percorso. A questo punto torneremo indietro in Vittoria, a frasi e pagine che già abbiamo letto perché, mentre ci incamminiamo nella nostra avventura con l’anima gemella, ecco, ci tornano in mente situazioni, dinamiche che Vittoria, nel suo raccontarsi, ci aveva già fatto pregustare. Forse, proprio questo pregustare, vissuto qui, in questo contenitore di movimenti della forza, gli archetipi, ha fatto la differenza tra il fare questa esperienza con Vittoria o con altre strategie già conosciute in passato. Perché Vittoria non ha parlato dalla psicologia, né dalle filosofie, o religioni, né dalla new age, o da tante altre validissime tecniche. Vittoria ha semplicemente messo nel campo 22 movimenti. I 22 movimenti ancestrali, archetipici, i soli puri, puliti, sinceri, ed essi hanno risvegliato la nostra sincerità interiore, la nostra coerenza, quella profonda. Questa, del nucleo autentico di noi stessi. Che ci porta la persona coerente a sé e a noi. Non temiamo più la dualità, sappiamo che fa parte del gioco della polarità, ma che non è uno stato stabile, tantomeno definitivo, è solo il passaggio per mettere in scena due forze e diventarne consapevoli.

Alef – 1 – A – Unisco
Bet – 2 – B – Contengo

Alef-Bet.
Alfa-beto. Ma questo sarebbe ancora un giro vizioso.

Ghimel – 3 – C – metto in movimento

I laboratori in Vittoria ci hanno condotto a ri-creare non solo le nostre Parti, il nostro strumento di creazione ora impostato sul Terrestre, ma anche a sperimentare, con i giochi, ciò che stavamo leggendo, ciò che man mano s’intrufolava piacevolmente nel nostro pensiero, che ci apriva a nuove possibilità ed orizzonti. Nuova fiducia. In questa centratura ci siamo fermati, e l’universo c’ha risposto. Inondandoci di energia amorevole attraverso la nostra anima gemella. L’acquisizione di consapevolezza ci porta inevitabilmente alla manifestazione di noi stessi, del nostro stato di creatori della nostra realtà e noi che leggiamo, e ci riconosciamo, proseguiamo costruendo concretamente il nostro viaggio.

Samek – S – 15° arché – presso – la pienezza.

Hé – 5° archè – È – Vivo – l’Hallél.

I post che seguono in questa sezione sono l’impianto su cui le persone che vibrano negli archetipi si riconoscono, condividono esperienze, vissuti; si confrontano, si alleano per proseguire.

A presto,

Vittoria

1Vedi ancora capitolo Muoio e rinasco in: Francesca Salvador, Vittoria, incontrare l’anima gemella attraverso gli archetipi.