Vittoria – Viaggiare tra miraggi e sentire

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Dice Vittoria:

“Cammino per la strada. Chissà come chissà perché mi trovo là al posto giusto al momento giusto. Vedo delle persone. E mi parrebbe di vedere una cosa. Ma sento anche le voci. E le voci mi rinviano tutt’altro”.

Partirebbero i soliti file della mente. Li fermo.
Sto, dentro di me. Sto in ciò che sento dentro.
Fuori non dico nulla. Non porto nel mondo di fuori, così che niente e nessuno alimenti un qualcosa che solo la mia mente mi fa vedere.
Sto. Dentro.
Questa la sfida di questo tempo. A chi credo? A me stessa, al mio sentire e al cuore, o a qualche vecchio file, solo un po’ più ostico da rimuovere?
È un vecchio inutile file. E lui lo sa, il file. Si sgonfia e si resetta da solo.

La strada verso l’espansione e il risveglio è sperimentare tutte e due le polarità, sia nel pensiero che in tutte le interazioni in cui siamo. Quando si è tutte e due le polarità attive, il velo è sollevato. Perché siamo Uno e lo siamo nel qui e ora concreto del terrestre, non solo nell’anima. Poi possiamo rimetterlo ogni volta che vogliamo, il velo, per entrare in un’illusione e giocare con la vita.

Importante è che non ci scordiamo più come funziona il gioco e qual è l’interstizio tra i mondi, la via di fuga o di resettamento di una realtà:

– assumere e viversi tutte e due le polarità.

Maschile e femminile. Dominante e recettivo. In tutte e due essere consapevoli.
In questo momento tutti arrivano a questo.

C’è stato un momento, c’è il momento là, fuori dal tempo? In cui io, (così per tutti) ho voluto il velo. Poi ho scordato la chiave.
Ora torno là, non so in che parte e punto di me sta quell’evento. Ma ora ci entro e re-innesto la memoria.

Io, Vittoria, 

Non guardo fuori. Ascolto me stessa, quello che scorre dentro di me e il cuore. Si crea un’altra realtà, diversa, strana e nuova. Voglio sperimentarmi così.

Origine di un movimento frattalico nuovo.