Vittoria – Stato in luogo

Vittoria

 

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Vittoria

 

Essere stato in luogo. Vivere come stato in luogo. Essere un’emozione, un sentire talmente tanto e sempre alimentato che si fa materia. Il suo tempo è dato da tutto il tempo in me in cui l’ho sentito e accettato.
Tutto il giorno tutti i giorni, le notti, mi svegliavo stavo sentendo e vibrando sempre sulla stessa realtà. Sveglia, continuavo, sempre lo stesso flusso. Mi riaddormentavo, mi rigiravo sempre sempre lo stesso “esserci”. Mi alzo, mi muovo, caffè e brioches, “” lo stesso, ri-dormo o mi alzo. Faccio le cose sono al pc, esco cammino mangio bar caffè scale piazza Vittoria, mappare Piazza Vittoria, salire sugli scalini e guardare la piazza e sentire me stessa dir-si…

È mia.

Scendere fare tutto il giro della piazza andare al centro, fare le piroette. Andare verso le scale, andare al centro del loggiato interno e fare piroette sul tombino in mezzo. Tornare indietro, rifare le scale, tornare al centro e al tombino e fare le piroette. Prendere per l’Hotel Vittoria, attraversare il corridoio tra le poltrone esterne… implementandosi di sensazioni, flussi, sentire goderecci e abbondanti. Sazianti. Andare verso la strada attraversarla, entrare in Piazza Duomo. Attraversarla, andare sotto il portico, prendere via Trieste e rientrare. 
Mappata la piazza. Fatto territorio. Stato in luogo.

Qui, accadono persone cose eventi.

 

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Vittoria