Vittoria – Presentazione del libro

Vittoria

Vittoria

il libro

Vittoria, incontrare l’anima gemella attraverso gli archetipi.

Il libro si rivolge all’anima gemella, ma è la prima anima gemella che, innanzitutto, si intende costruire. Ciò che si è a se stessi: alleati, complici, sostegno. Quando si è creata la prima anima gemella, quella interiore, l’altra, il compagno o la compagna è automaticamente presente.

Anima gemella è indicare la relazione ottimale tra due persone, ciò che quasi tutti desiderano. Anima gemella è darci un gancio per comunicare direttamente col desiderio e con la spinta di tante persone che sognano, aspirano ad una vita di coppia che appaga e dà gioia.

Non avevo intenzione di scrivere un libro così fino a che qualcosa, a sorpresa, non m’ha portato a rendermi conto che potevo condividere con i lettori il mio vissuto e la mia sperimentazione con segni e glifi del passato e i movimenti della forza.  Raccontare come effettivamente avevo fatto, e ancora stavo facendo, per rendere la mia giornata e le mie interazioni sempre più di qualità. Un grande lavoro interiore, un andare in continuazione a giocare tra il dentro e il fuori di me stessa. Osservare il proprio pensare, muoversi con libertà nel pensiero; con consapevolezza e responsabilità affinché ogni incontro diventi motivo di conoscenza interiore e crescita. Tutto con ironia, stupore, capacità di attrarre le persone e farle muovere dentro un mondo positivo, sempre in avanti, propositivo. Capacità di reagire, rendersi conto della potenza che abbiamo nel nostro pensare e proiettare ciò che immaginiamo, per farne la realtà. La responsabilità che abbiamo in questo, la possibilità di toglierci dal vittimismo, dal senso di fatalità.

Lavorare sul pensiero e le sue dinamiche, riappropriarci di questo strumento con cui pensiamo, sperimentiamo, ri-elaboriamo. Imparare a riconoscere le forze e i loro movimenti, a osservare le nostre modalità di approccio alla vita e vederne l’altezza o la pochezza. Fare delle occasioni della vita delle opportunità trasformative. Sempre con leggerezza, con un linguaggio accessibile.

Perché questa sono io.

Perchè di me posso dire:

– Sono la risultante di un percorso per archetipi.

Vittoria non vuol essere un manuale ma un racconto, anche un laboratorio, un palcoscenico in cui si mette in scena se stessi muovendosi con un linguaggio nuovo, molto concreto ed efficace.

Per archetipi qui si intendono le 22 lettere degli alfabeti del Mediterraneo, accostati  nella loro capacità di contattare il nostro sistema intellettivo e, modificando il nostro pensiero, modificare la nostra realtà.

Vittoria è un raccontare come si può, attraverso la forza e l’intelligenza di segni e simboli ma soprattutto attraverso l’energia che essi conducono, creare nella nostra vita situazioni belle, leggere, gioiose. E, per transfert, una volta imparato a conoscere le dinamiche del nostro essere creatori, la possibilità di applicare tale tecnica ad altri aspetti della nostra vita. Stare bene. Con se stessi e con gli altri.

Vittoria racconta di sé e nello stesso tempo introduce alla conoscenza ed applicazione di uno strumento. Quasi una tecnologia per conoscere come funziona il nostro pensiero e saperlo usare. Saper riconoscere le grandi parti di sé: Psiche, Mente, Inconscio, Corpo, ecc e avere di essi una visione positiva, anche inaspettata, nuova, ma sicuramente più amorevole. Oltre il senso di separazione, oltre le paure e l’atteggiamento di conflitto che ancora così pesantemente caratterizzano e informano il nostro stare al mondo. È la forza dei segni che stanno dentro di noi, siglati nella nostra memoria e nel nostro DNA, che ci inoltra in una conoscenza di noi stessi antica. Siamo abituati a imparare e fare nostre visioni del mondo e dell’umanità che altri hanno elaborato. Difficilmente sappiamo renderci conto di come funziona la nostra macchina. Segni e simboli non ci portano a conoscere le dinamiche del pensiero dall’esterno come fa la scienza. Segni, simboli e movimenti ci fanno sperimentare come abita e si muove in noi il pensiero.

Parlo di “dinamiche” di situazioni che siamo noi stessi nella nostra psiche, nella nostra capacità di pensare. Qui i concetti statici, irrigiditi e … morti… lasciano il passo al fluire della vita. 

Per anni mi sono occupata di alfabeti, uno dei miei libri si chiama: Archetipi, la danza della vita. Questa strada ho iniziato a seguirla dopo che ho conosciuto il pensiero del prof. Mario Pincherle, archeologo, e dopo aver sperimentato sia personalmente che a scuola con i ragazzi, dove conduce “un percorso per archetipi”.

Ho voluto mettere insieme un grande intento, l’anima gemella, e una efficace strategia, gli archetipi primari. Che cosa sono questi segni e simboli lo dico nel libro Archetipi, in Vittoria essi sono usati per la loro efficacia. Io la chiamo… l’ultima spiaggia.

Vittoria è una donna che va diretta all’uso degli archetipi poiché altre strade le ha conosciute ed integrate. La mia personale esperienza, forte di anni di insegnamento alle superiori (sono docente di Religione e da anni mi muovo fuori dalle religioni, dagli schemi e dai sistemi di pensiero verso una visione integrata ed olistica, direi quantica, delle situazioni e della storia), e di lavoro come consulente familiare, mi permette di avere una certa dimestichezza con le situazioni umane. Avere una discreta lucidità e una buona capacità di portare il lettore, o l’utente, a guardare dentro se stesso. Dico spesso che, per comprendere ed integrare le situazioni e gli eventi in cui possiamo trovarci bisogna passare dal livello psicologico al livello ontologico dell’esistenza. Dove per ontologico si intende la dimensione più concreta possibile, ma non materialista, bensì integrata nelle sue parti. Concretezza non è materialità, è realtà integrata, ciò che l’uomo è: un’anima che più è corpo più manifesta, esprime e gode la vita.

Il mio è anche un mondo magico. Gioco con Wonderland, con Alice come metafore, per cui spesso le indicazioni che do, o le soluzioni che io mi invento e che mi adopero a far diventare realtà, sono fantasiose, anche semplici, dirette, ma efficaci. In fondo il mio campo di verifica sono i ragazzi a scuola, e la loro valutazione non dà sconti.

Gioco quindi con gli archetipi. Essi sono i mattoni del nostro pensiero e dell’universo, come le antiche civiltà sostengono.

Questo libro l’ho pensato dinamico, appunto un laboratorio che si trasferisce dal libro al lettore. Infatti comprende una serie di laboratori. La comunicazione qui ha una motivazione quasi didattica nell’essere capace di portarci a sentire il flusso della vita. A diventare capaci di contattare la vita. Ci saranno perciò all’interno dei riferimenti a pagine web, al mio sito, questo, in cui stanno le Tavole degli alfabeti da me elaborate ed usate, a video in cui presento gli archetipi nella loro accezione di forze intelligenti della natura, nella loro dinamica.

http://francescasalvador.it/

Il sito ha un blog che viene aggiornato con sei pezzi alla settimana e pubblicizzato in facebook.

Un libro, Vittoria, che rinvia a metodologie e strumenti facili ma profondi, andando a contattare la parte logica e la parte analogica del nostro cervello. Giusto per lavorare e re-installare l’equilibrio sulle parti di noi.

Vittoria è anche un libro sempre in sperimentazione, nel senso che sul web le persone leggono e mi contattano. Così partecipo a storie, situazioni. Sono presente, condivido, è nato attorno al libro un campo di interazioni, contatti, sostegno, confronti, tutto sempre in divenire e molto interessante.

 

                                                                                Francesca Salvador

 

Brescia, 12 marzo 2017