Vittoria, incontrare l’anima gemella attraverso gli archetipi

 

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Vittoria:

  • Io l’ho trovata la mia anima gemella, Signore, o una delle mie più importanti anime gemelle. 
    • dove questa accezione delle relazioni non sta a dire qualcosa di romantico, sentimentale o stucchevole, ma sta a dire un piano coerente ed energetico di coscienza ed energia. Di consapevolezza. L’arca dell’alleanza della mia vita, il mio uomo, Mio Signore. Le anime si incontrano così, come sono le particelle, fotone e anti fotone. Sempre improvvisamente. Sempre a sorpresa. Un attimo prima, pur essendo là, un qua, non si vedono, l’attimo dopo compaiono davanti. A_temporali, a_locali, eppure presenti, in un entanglement di continuità, di sentire alleato e complice. Questo livello noi umani lo riconquistiamo quando lo ri-cordiamo, Lo riconosciamo subito, dalla gioia che ci attraversa e ci abita. Per noi donne e uomini per un po’ è uno sballo, energia, energia. Onde, vibrazioni, suggestioni. Viaggiamo sopra le righe, in un sogno che viviamo in mezzo alla gente, che non sa… Noi sappiamo. Gustiamo. Ironizziamo, sorridiamo sornioni.
    • Poi facciamo entrate tempi, spazi, silenzi, fino a che ci ri-cordiamo un altra volta, di  noi, dell’origie: fotone e anti fotone. E questa volta è chiaro. Pacificante. Tutto da vivere e gustare. Oggi la particella d’origine ci parla, ci sommuove e noi, gustiamo materia, qui e ora, corpi, nuova creazione. Noi sappiamo, agiamo.
      Tiriamo giù altri livelli dei cieli, quelli di dentro. Tutto si ferma quando ci incontriamo e qualcosa oltre noi, indipendentemente da noi, va a cercarsi. Gli occhi si puntano gli uni in quelli dell’altro, da soli, e ci parliamo da là dentro. Le parole che ci scambiamo in quegli attimi sono niente, rispetto a ciò che ci stiamo comunicando, e regalando.
      L’effetto è sentirsi in pace. Sentire la risoluzione, la pacificazione della ferita, quella profonda, ancestrale. La separazione che mi rendeva vagabonda, nella vita e nei pensieri.
      Nel frattempo rispettiamo le personali autonomie e libertà, tanto sappiamo sempre di noi, uno dell’altro: nella vita si è a specchio. Custodiamo la nostra personale pace, questa, che risana il vuoto, quello di dentro, profondo. Semplicemente con questa nudità che sperimentiamo. Senza veli nella nostra fragilità e per questo grandi.
      Ci piace essere così, come siamo.
      Poi, ecco, un attimo siamo immersi uno nell’altro, appena dopo completamente estranei nel mondo di fuori. Ma la musica, la musica… e faccio le piroette per la strada, ci portiamo, vicendevolmente con noi.
      Ecco perché ormai sono incamminata in questo percorso dentro di me. Lui, la gioia, la pienezza.
      Quando l’ho conosciuto, poco dopo ho detto:– Mi sento piena, abbondante e sazia.

                                                                                          Vittoria

Questo vuol trasmettere il libro Vittoria, incontrare l’anima gemella attraverso gli archetipi. Che qualsiasi sfida è possibile, anche quella che potremmo pensare difficile da innestare, programmare, portare a compimento. Il percorso per archetipi è semplice, talmente semplice da sembrare inutile, o sciocco e banale. Invece funziona perché non siamo noi che agiamo, nemmeno le nostre conoscenze, abilità e competenze, semplicemente ci affidiamo ai 22 movimenti della Forza, dell’Amore, diamogli l’accezione che vogliamo. I 22 movimenti o vibrazioni che da sempre sono l’impronta di ogni desiderio, intento e realtà.

Brescia 23 novembre 2016