Vittoria – 4 ottobre

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Vittoria

Vittoria

oggi è uscita (sta qui). Seppur in veste modesta perché non abbiamo fatto in tempo a realizzare il libro stampato. In fondo l’unica responsabile è Vicky, ha quasi fatto ammattire l’editore perché ogni due giorni le bozze cambiavano.

Ora sta sul sito, scaricabile in PDF, presto uscirà il cartaceo e l epub. È stato un libro difficile, sofferto, esagerato. Il prossimo credo che non sarà da meno, lo sento già, si chiamerà Giustiniano, la Forza è armonia.

Intanto:

ecco, tra colui che chiamo anima gemella e che ha catalizzato il libro Vittoria e buona parte dei pezzi scritti per il prossimo, e me, ci sono delle trasformazioni. Per una come me che afferma “io sono il creatore della mia realtà” è naturale che sia così. D’altronde io l’ho davvero creata. Lo sento nella pancia che lui è anima gemella.

Emozioni e sentimenti si riallineano in continuazione e io osservo, questo mondo nascosto e in sommovimento, che dentro me ogni giorno si risveglia. Da qui traggo l’energia per riportare ogni giorno colui che chiamo anima gemella accanto a me. 

E’ già accaduto altre volte che io, per catalizzare un libro, metta in scena un gioco divertente, Spesso nemmeno li ho conosciuti realmente i miei catalizzatori. Bastava il contatto sul web con una persona che attivava le mie sinapsi, la linfa del mio cervello femminile e geniale, i miei istinti, e il libro partiva.

Posso associare libro persona e sceneggiata. A volte le ho conosciute davvero, passano per la mia testa certe memorie, certi giri fantasiosi di situazioni vissute. Nasceva il gioco dentro la mia testa, e scrivevo. A volte facevo leggere i pezzi, a volte no. Il contatto proseguiva fino a che il libro era finito, poi… zacchete! Qualcosa faceva sparire il catalizzatore. A volte spietatamente. Perché la persona spariva quando il libro non era ancora concluso. Bastava che io avessi abbozzato quella che sarebbe stata la conclusione, e fine. 

Poi chiaramente c’era tutto il lavoro delle bozze, leggere, rileggere, trileggere, correggere, integrare, cambiare. Editore, contratto, soldi o meno, rompimenti.

Io io andavo avanti, e il catalizzatore di turno me lo scordavo. E avanti. Perché il punto è questo, estroflettersi, muoversi nel mondo, giocare, mettere le mani in pasta, e poi ricondurre tutto dentro di sé. E conoscersi, se stessi, intendo. Io sono quella che afferma che là fuori, non c’è nulla se io non lo creo.

Stavolta è molto diverso, nessun catalizzatore prima avevo deliberatamente e lucidamente chiamato: anima gemella”.

Sono schietta eh. Non c’è altro nella vita che giocarsi la coerenza. Ci sto arrivando a questo, alla grande. Lo volevo. Cosa? La coerenza. Tutta.

Non so come mai io mi sia andata a cercare questo modo fantasioso e divertente di tirare fuori i contenuti dei miei libri.

Il mio dajmon è fantasioso. Spesso mi sono arrabbiata con lui. Dajmon oggi m’ha fatto intercettare altro: sì, lui è stravagante, ovvero è coerente. Questa è la chiave. Lo sto capendo ora, mentre scrivo. Io coerente, anima gemella coerente. Fotone e anti-fotone. Onoro il mio dajmon. Punto, non c’è altro da aggiungere su questo, sarebbero mentali. Lasciamoli fuori, stiamo nel più vasto ologramma dove semplicemente ci riconosciamo.

Con il mio modo parecchio “senza rete” di procedere ho sperimentato tante cose, alcune le ho comprese. Viste dentro. Le intuizioni, gli insight fioccano. Si va in analogico, si va nell’iper-uranio. Quando sono in situazione “creare il libro” sono su di giri. Vivo in una dimensione sospesa, attizzante, e attizzata. Eccitante. Mentalmente e psicologicamente sono scariche di adrenalina, e scrivo. Il gusto bellissimo di scrivere. I file si rincorrono dentro la testa. Un mio amico mi dice:

  • Tu, pur di scrivere, ti vivi di tutto.
  • Sì.

Sono la prima a dover rileggere cosa ho scritto per sapere, e mi sorprendo. Stupirmi, divertirmi, godere di ciò che scrivo. Anche perché la gioia che racconto in tanti modi, mi scorre dentro davvero, nonostante alcune increspature del quotidiano. 

Ho vissuto…vivo… l’eccelso. La luce. Il giorno. Il sole. La gioia. Giro per le strade e dico:

  • Sono felice, sono felice.

Sono felice, e faccio le piroette.

Imparo. Dai flussi che mi attraversano.  

Un’amica m’ha detto:

  • Sei una botta di vita.
  • Sì, sempre.

Bisogna imparare a usare la Forza, in qualsiasi modo si presenti e, nel frattempo trasformare, ri-modulare e riformulare su gioco amore armonia le nostre parti. Così ci si comprende, e si comprende l’altro. E’ automatico. Sento… che il suo pensiero avvolge il mio, lo riconosce, mi riconosce. Sento accettazione, da me, per me, e so che lui si sente accolto, desiderato. Allora è vero, il gioco “anime gemelle” è un grande, divertente jumanji. 

Le anime gemelle sono archetipi, chiavi, per aprite le molte dimensioni che stanno dentro di noi.

Basta fidarsi dell’ alchimista interiore.  

Come vedete cari lettori, sono in diretta. Imparo a creare e mantenere la mia anima gemella, 

C’è un asse in me. Si chiama coerenza. È impostato e basta.

Ora c’è “Giustiniano” da scrivere, tutto da catalizzare. Lui c’è. Tutto è bello bello. Da qui, do le coordinate, e molte cose le lascio a sorpresa.

Così mi diverto. Io sono questo. Sono ok.

Certo, questa è solo una lettura della realtà. Attraverso questi alti e bassi della mia esistenza io ho sperimentato tante cose. Tecniche, strategie, visioni del modo, scuole, sono arrivata al tipo di pensiero che voi leggete qui. Il mio. Molto disincantato, ancora con la voglia di ripartire. Sempre. Perché questo è il bello della vita: creare vita ogni giorno. Mentre scrivo una frase me ne passano infinite dentro. Altri livelli di comprensione, di stare al mondo, certe volte sono così rapidi. Alcune chiederebbero lunghe spiegazioni, non serve. La sintesi, l’integrazione del pensiero emerge dai miei scritti. Osservo. Dentro e fuori. Intanto io continuo a scrivere. Eh, ora voglio re-inventare questa mia creazione. Al meglio.

Re-inventare il gioco “anime gemelle”!

  • E i movimenti della forza, i 22 archetipi dove stanno? Sempre qui, attivi, funzionali, a disposizione, per questo ogni volta torno in scena alla grande con la mia anima gemella.

Una cosa è sicura, la Forza c’è, e tanta.

E continuo a fare le piroette!