Vittoria – Amo il mio Pensiero

Vittoria

Vittoria

Certo:  Amo il Mio Pensiero.

Amo il Mio Sentire.

 Amo quanto Vivo.

 Amo Amare ed essere amata.

 Amo scrivere quanto vivo.

 Amo essere terrestre.

 Potrei mettermi qui a disquisire sulle cose, su situazioni, persone, me stessa, altro. Le parole tornano dentro. Perché il mondo delle parole è bellissimo, ma la vita che scorre lo è molto di più.

 Amo essere in questo spazio sereno e coerente.  Amo come sento, come penso, come sogno, come è ciò che desidero.

Amo godere di me e dell’altro da me, inventare, condividere.

                                                                                     Vittoria

 

Così avevo scritto, io Vittoria, circa tre mesi fa.

Resta confermato. Faccio delle aggiunte. In questo periodo gli archetipi si stanno ripresentando con più decisione nella loro identità e funzione di essere i movimenti della Forza. Li sto scrivendo. È un percorso che viene da solo. Non posso anticipare un segno, è lui che si presenta. Per cui va aspettato il momento.

Vedo che fanno cose attorno a me. Soprattutto, innanzitutto, dentro di me. Gli archetipi lavorano tra dentro e fuori. Ecco perché sono La Tavola di Smeraldo.

Dentro e fuori corrispondono.

Solo che io sono troppo abituata a identificare il dentro con il mentale. Povero mentale. Non è colpa sua, è una consuetudine che s’è solidificata, atrofizzata. Sta a me, che sono al centro di me stessa, io, il creatore delle tante parti di me, il Dio di me stessa, fare ordine, pulizia. Dare le priorità, i lasciapassare, o dire:

  • Di qui non si passa – a certi pensieri inutili

Incrementarne altri.

Ecc ecce

Penso che chi mi conosce un po’ ormai sa come mi muovo, sempre nel mondo dei pensieri. Sì, tutto sta qua.

Veramente tutto sta nel mondo dei movimenti, delle emozioni, dei sentimenti, ma per vivere bene e goderecciamente il mondo di emozioni e sentimenti, devo mettere a posto il mondo dei pensieri.

Lo sto facendo. 

Lavoro quotidianamente su me stessa e sul mio pensiero.

Per me è così.

So che ormai non vi sorprendete più del fatto che dico sempre io – io – io… me stessa – me – me.

Avete capito bene che sì, parlo di me, ma anche che ciascuno di voi, che qui legge, può attribuire a se stesso questo: io io io.

Per questo uso ..io:

1 – perché nella realtà della vita che vive e scorre esiste solo la prima persona singolare

  • IO Sono

Solo Io Sono può dire:

  • Io Sono

e può dire di esistere.

Posso dare vita solo a Io Sono.

A me stessa.

Ecco Dio:

  • Io Sono Colui Che Sono.

Certo.

È l’unica realtà l’unica verità.

Solo che poi l’abbiamo attribuito ad un dio fuori di noi.

No.

Solo Colui che è può dire:

  • Io Sono

E, da che io so e vedo

qui

ci – sono – solo – Io.

Per cui  :

  • Io Sono.

Certo non sono l’io materialista dei presunti atei, che hanno più falsi dei degli altri, e sono più ingabbiati degli altri.

Da qui tutto il resto. La mia dimensione di creatore, la mia consapevolezza di essere tale.

Accettato, ossia preso atto di questo, il resto si ordina da sé.

Fine del guardare fuori, del tentare di dire, spiegare, cambiare le situazioni e gli altri fuori. Tutto si crea e tutto si cambia o si distrugge, qui dentro.

Più faccio entrare queste poche, lapidarie affermazioni, più essere lavorano in me.

E io ogni giorno di più divento e affermo:

  • Io Sono.

Amo : il mio Essere, il mio Sentire, il mio Pensiero. Amo Amare me stessa e gli altri attorno a me che – io – ho creato.

Oh, sappiate anche che, gli altri attorno a me non solo li amo, anche li frusto e li pizzico… sono sempre creazioni mie. 

Il teatrino è solo dentro però.

Provate.

Punto.