Terrestre – Francesca Salvador

(nove estratti da Vittoria)

1 – Ri-creare il nostro strumento di creazione

2 – Resettiamo

3 – Mente 

4 – Inconscio

5 – Corpo

6 – Che palcoscenico! Che rappresentazione!

7 – Terrestre

Rifletti un attimo, mio caro lettore, e ascolta: dove sta la tua energia? In che cosa tu risuoni? Di ciò che hai letto qui? Quindi: cosa scegli? di credere? di essere?

Ecco, velo non si dà. Ma quale velo di maya, dell’illusione. Anche questa è una storiella, e noi a crederci. Sono il creatore della mia realtà ed ho consapevolezza della mia creazione[1]. Forse debbo semplicemente ri-sintonizzarmi su le mie antenne; i miei recettori hanno capacità percettive e interpretative a tutti i livelli. Io so decodificare le vibrazioni, le dimensioni, i linguaggi. Mi ascolto, ascolto la mia vibrazione, l’energia, ed essa mi conduce tutta la mia creazione. Innanzitutto il mio Gemello Terrestre.

Impossibile? Tutt’altro. Basta che voi accettiate il fatto che potete pensare così, e il pensiero vi accontenta, non ha bisogno di voi. Il pensiero si imposta, resetta e re-imposta da solo.

Pronuncio troppi… io io io? E chi se ne importa. L’ho fatto il lavoro di ridimensionare “io”.

Ricordate? abbiamo detto con Michael Ende:

-Tutto ciò che io scrivo, accade.

Per cui:

Là – fuori – non – c’è – nulla.

Se – tu – non – lo – crei – là – fuori – non – c’è – nulla.

Il – re – è – nudo – e – pure – la – regina.

Non esiste storia. Non esistono eventi, ere, epoche. Ogni movimento di pensiero è un file usato e usurato che è apparso, meglio appare alla mente, lei… ne ha pensate tante, di tutti i colori, solo che poi ha fatto della sua fantasia la realtà. Le ha credute vere, le ha imposte a se stessa, alle altre parti di noi, le ha coperte con un velo, psiche delle sue credenze. E Psiché ha lasciato fare, regina libera e sicura di se stessa. Mente ha riempito Inconscio di forme dando al tempo e allo spazio consistenza. E depositi, depositi di file, cartelle di memoria, eventi gioiosi e sofferti, separati, hanno ingombrato Inconscio. Ma noi, io, che esisto oltre mente, dov’ero? Perché ho lasciato fare? O va bene così? Mente, per quanto con i suoi limiti, non è stupida. Ma ti pare che io – creatore di me stessa e del mio universo – abbia creato degli strumenti di creazione stupidi ed inadeguati? Ma va! Aspettiamo di comprendere bene il tutto. Solo che la comprensione del Tutto è in altre dimensioni di comprensione. Chiede altre categorie per essere intercettata. Soprattutto esige la passione di sperimentare. Anche questo che sto raccontando è solo una metafora. È stata tutta una sincronicità.

Cammino per le strade e vedo la nostra parte “macchina”. Vedo la gente, come tante batterie, dare energia alla macchina. A tutto il sistema “macchina” “tecnologia” “metalli”.

Riflettiamo un attimo sui metalli. La ricerca e l’estrazione dei metalli dalla Terra ha impostato gli stati, le nazioni, i popoli. Non mi dilungo. Perché questa inarrestabile avidità di metallo? A che cosa corrisponde in me? Il Metallo?

Quale parte di me è … metallo?

Tecnologia?

Macchina?

Perché, dato che io insisto a dire che là fuori non c’è nulla, chiaro che metalli, tecnologie e macchine le ho create io. Forse è una co-creazione. Non so, questo non lo so ancora.

Da dove venivo quando ho pensato che mi serviva tutto questo metallo? Questo proiettarmi all’esterno in un “essere macchina”? L’ho compreso che sono “macchina”, io sono nel mio corpo, nelle mie dinamiche interiori, anche nella mia psiche. Non ho più bisogno di tutti questi scafandri di metallo all’esterno che ingombrano, stordiscono, puzzano, mi tolgono l’aria pulita, le visioni meravigliose dei paesaggi naturali. Mi separano da me stessa, risucchiano la mia energia. Mi tolgono la bellezza, l’estesi.

Sono macchina, certo, ma di una potenza che la macchina esteriore non riesce ad esprimere. Anche il mio Cuore è macchina, ma è molto di più. “Cuore macchina” macina emozioni, sentimenti, amori. Questo voglio vivere! Noi qui, in Vittoria, nel laboratorio del capitolo Taglio abbiamo disinstallato mente vecchia e impostato Mente nuova, ora qui disinstalliamo “necessità del Metallo”.

Torno a quel momento del passato in cui, per una sacrosanta ragione di quel momento ho inventato Macchina fuori di me.

Bene, grazie, ora vai gentile idea e creazione di “macchina”. Grazie del lavoro che hai fatto, mi hai permesso di prendere consapevolezza della grande e potente macchina perfetta che sono. Ora mi voglio vivere la mia potenza. La mia macchina è Cuore.

Distruggo e screo la macchina all’esterno, la mai colmata necessità dei metalli. I metalli stanno nella natura, da qui li voglio incontrare, senza più separarli dalla dimensione terra.

Torno a quel momento in cui qualcuno m’ha detto:

– Guarda guarda… la realtà è questo… Macchina.

– Hai la necessià della macchina, della tecnologia.

Metto un archetipo, un movimento della Forza:

Sciolgo. Taglio. Espando.

Proteggo Proteggo.

Espando.

Traghetto.

Perfeziono.

Non immaginate il Nuovo Mondo come equilibri permanenti.

Né tranquillità. Né sicurezze né certezze. La Terra non è questo, ma per questo la Terra attira. E poi sarebbe una noia. La Terra è luogo di cambiamento, di ombre. Novità. Sorprese. Destrutturazione ristrutturazione, stagioni, giorno e notte.

Solo, Mente doveva essere ri-allineata ai ritmi naturali.

Misuro

Corrispondo

Unisco

Vivo

Trova gli archetipi!

Vivo.

[1]     Vedi il laboratorio 6 su Inconscio al capitolo Lego.

Dopo le prime sette, altre parti si sono presentate sulla scena, e ora sono qui, per integrare e rafforzare la funzionalità e l’efficaci del nostre strumento di creazione. Sentiamole, attiviamole, sono la nostra potenza, la nostra capacità di creare la nostra realtà, le situazioni della vita affinché diventi sempre più naturale, umana, vivibile gioiosamente e condivisibile nelle sue bellezze.

8 – Cuore – Anima – Spirito 

9 – L’Osservatore – Coscienza – Tempo