Sperimentare – Linguaggio organico

Sperimentare

Linguaggio organico

 

La qualità dei pensieri – Pensieri organici.

  • Quando lo scrivere è fare materia concreta, ossia consapevole
  • E il leggere produce trasformazione

Anche l’inviare telepaticamente il messaggio produce sommovimento attenzione e trasformazione.

O essere la ricezione di messaggi che arrivano da dentro di noi.

Le notti. Infestate da pensieri inutili. O assalite da pensieri. O innervate, irrorate, illuminate da pensieri di insegnamento, di spiegazione, esortazione. Sostegno, alleanza. Io, e l’altra parte di me, sorelle, gemelle, e complici. Notti, in cui vedo le mie responsabilità al di sopra di tutte le responsabilità che accollerei all’altro, all’altro, ad altri. Io, all’origine di ogni mio movimento atteggiamento situazione in cui mi trovo. C’è sempre una radice dentro di me di ciò che mi accade, nell’oggi o che si ripete negli anni, decenni. Va così o cosà perché alla base ci sono io. Un mio gesto o una mia visione delle cose.

Ecco. Mi sto dicendo in continuazione che sto su Pianeta Felice, che ci sto bene e che la mia vibrazione è allineata a Felice. Così che tutto ciò che vibra e risuona a livelli inferiori a Felice viene a galla, esce allo scoperto. Perché va lasciato. Non può venire con me sul pianeta della felicità tutto ciò che è ingrippato materialmente, mentalmente, psicologicamente, religiosamente, ideologicamente, eccecc. In Felice il pensiero è Uno e così il linguaggio. In Felice, il linguaggio e l’agire sono UNO, mentre anche si differenziano, si codificano, distinguono o divergono. Mi diverto in tanti modi, ma la comunicazione non perde la sua entità e sostanza, la sua Forza, la sua memoria UNO.

Mi dico:

  • Fammi vedere questa situazione fino alla sua origine.

E accade. A volte spietatamente. Ma sarà sempre più amorevole la conoscenza di me. Sto guarendo, ho trasformato i pacchetti di memoria del mio paradigma. Sono rientrati nella loro autenticità.

Presa in carico di me stessa.

Vedo cosa ho agito, cosa ho combinato. Felice non da sconti. Se vuoi stare su Felice prima ti aggiusti, ossia fai giustizia qui, sulla Terra. Poi appartieni a tutte e due le dimensioni, terrestre e Felice, e chissà quante altre, le scopro man mano che procedo. Intanto questa nuova vibrazione va bene, mi dissocia da ciò che non sento e non sono mentre mi dà una qualità di vita esaltante. Più mi sento su Felice, più il mio spazio-tempo sta in Felice, più sto meglio. Più arrivano le distinzioni con ciò che ero e non sono, quindi cose da lasciare, soprattutto cose da sistemare, fare giustizia, restituire, riconoscere, e sulle quali ammettere le mie responsabilità.

L’avevo scritto che il Terrestre è un fatto di singolare rettitudine di coscienza. Come dico nel brano  “Hé”[1] :

Passa innanzitutto da qua. Da me.

Non so, chi mi legge, che se ne fa di quanto dico. Magari per lei/lui sono passaggi già fatti. Bene, allora si riconosce in Felice. Altrimenti, se alcuni come me, hanno ancora dei punti di responsabilità da riconoscere, bene, facciamo che il solo fatto di leggere qui compie questa opera di apertura del velo. Ciascuno di noi vede, assume le sue responsabilità, si riconosce all’origine dei suoi movimenti e situazioni. Ne vedrete delle belle, ve l’assicuro. Viene una voglia unica e forte di fare la giustizia, ossia rendere il dovuto a chi l’ho preso. Dire scusa a chi devo le scuse, riparare danni fatti, offese recate.

Anzi, il brano va, sul web, e funziona.

Mi vedo in fondo al peggio del peggio di me, non mi do attenuanti. Finalmente. Ora accetto che ho rubato ho carpito ho finto ho calunniato ho rovinato ho preso ho imbrogliato ho camuffato ho giocato sulle persone. Insomma, le confusioni le disambiguazioni le isterie del pianeta Terra nella sua polarità esasperata le ho fatte tutte. Ma Terra non è questo, appena io pulisco tutte queste trame inutili, Terra mi ospita soavemente e nell’abbondanza.

Samek – samek – samek – S – 15° lettera – abbondanza

Oh oh oh. Oh, so anche perché ho agito così, ma non mi va di alimentare dinamiche vecchie. Vanno solo lasciate. Fuori dagli specchi delle paure, dai bisogni di sicurezze, di certezze, fuori dalle omologazioni che inducevano comportamenti da rapina. Ho questa grande voglia di restituire, fare pace, chiarire, togliermi i fardelli che sento addosso, perché Felice mi attira, mi rincorre e mi seduce. Sapermi, e ammettere di essere stata alla base di comportamenti sbagliati non mi pesa, mi basta poter agire la giustizia e dare a chi ho preso, in tutti i sensi.

Ecco. Questo accade. Facciamo che l’accetto, così accade in fretta. Come farò a restituire, non lo so. A dire non lo so. Intanto l’accetto dentro che la giustizia è ben altro dalla mia presunzione e prepotenza. La giustizia si fa strada da sola e mi troverò al posto giusto al momento giusto per restituire tutto ciò che va reso.

Presa in carico di me stessa e di me stessa attraverso l’altro da me, che non ho riconosciuto, che ho rapinato. L’altro da me che è sempre una parte di una mia creazione. Ogni giorno di più che la confusione se ne va, è un elevarmi in Felice. Oh, è un inabissarmi nella dimensione terrestre autentica, corretta.

Certe realtà non mi sono più a specchio.

Arrivano creazioni nuove.

Pianeta Felice dilaga dentro di me.

La parola si fa certezza e forza. Sento il mio pensiero essere forte. Pensiero malleabile, duttile, snodabile, spostabile, trasformabile, ri-valutabile, ma forte. Unico. Il mio. È l’estroflessione, la manifestazione del mio essere, vivere, sperimentare. Diventa parola forte, fatto corpo, fatto sostanza. Lo dico anche in Linguaggio magico.

Pensiero che quando dice, crea. Pensiero, linguaggio organico. Fatto terra e carne, fatto organismo.

… continua in… Linguaggio magico, ovvero che crea

 

 

[1]   Io… penso… alla mia spiaggia… a chi ci porto…. a un altra spiaggia… a pianeta Felice… che faccio su pianeta Felice. Sto su Felice e mi guardo attorno. Poi mi chiedo: ma se mi dico terrestre e dico che più sono Terrestre più sono allineata con la salute, l’armonia, la saggezza e pacificazione mentale e psichica. Per esempio:

da quando mi dico “sono una terrestre” mi sveglio di notte (come prima…) ma riesco a stare là. Qualcosa dentro mi dice

–              … Sii presente. È energia tua. Impara ad usarla. Sentila tra le mani questa forza e, dato che ce l’hai e tanta, inviala al tuo progetto, al tuo desiderio. Investi il tuo desiderio di questa forte energia. 

Ogni giorno mi viene data una provvidenziale ed abbondante dose di energia per creare ed alimentare le mie migliori realtà. Eccola qual è l’energia. Così faccio, dopo poco mi riaddormento, e ci guadagno. Un altro modo di lavorare del Terrestre dentro di me (la notte o al mattino presto è il tempo più adatto), per cui mi sveglio, bene, energia energia…. ci sono anche altri divertenti modi di metterla in circolo.. ehehe.. mi dico:

–              adesso la porto dentro, con questa energia attivo, alimento le mie ghiandole, il mio sistema endocrino. Ecco, il mio sistema endocrino produce oro.

–              L’oro degli dei.

L’età dell’oro… Per questo sono “dea”. Perché negli dei le potenzialità sono tutte attive e consapevoli. Bene, ora alimento queste potenzialità da dei facendo scorrere questo liquor dorato delle ghiandole endocrine. Ci sono anche altri modi eh, importante usarli da questa accezione di qualità. (da Francesca Salvador, Hé,