Pianeta felice – Si vede oltre – allora ci siamo, oltre

Pianeta felice

“Prendere il toro per le corna”

La percezione di essere nel “già”.

Avverto che le avversità ci sono perché – io – così leggo il film che mi scorre davanti.

Una parola, una frase, posso darle il significato che le ho sempre dato ma, vedi un po’, da qualche tempo quel significato non regge più. Mi arrivano altre visioni e altre accezioni di pensieri frasi e parole.

Di solito elenchiamo i fatti e gli eventi della nostra vita a partire dai negativi, dai problemi. Beh, i problemi non reggono la veridicità.

Mi nascono sensi nuovi in ciò che mi accade o che mi è accaduto.

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Sotto il senso ridotto che ho sempre dato alle cose, c’è un senso più ampio e generoso.

Mi vien da dire che ho interpretato male, riduttivo. Ho letto male, ascoltato male. Forse non è… male, è che anche io leggevo la vita dalla parte riduttiva e lesiva della lente. Dall’autosabotaggio. Mi davo un orizzonte scarno e piccolo. Mi davo possibilità ristrette.

Invece da qualche giorno vedo oltre, allora ci sto entrando in un modo più vivibile di stare qui. Abbondante e sazio, dal benessere ed equilibrio.

Mi sono detta:

Se ho scritto ciò che ho scritto, se ho sperimentato, applicato, ricondotto me stessa e i fatti della mia esistenza agli archetipi primari, e l’ho fatto per tanto tempo, tutto questo ha prodotto un risultato.

Ho detto che l’uso degli archetipi fa vedere matrix, fa cascare matrix e ci lascia nudi e crudi in ciò che l’esistenza è, quando matrix non c’è. Infatti. Ho anche scritto che gli archetipi primari ci ri-allineano alla dimensione terra, dove questo significa la vibrazione naturale. Io sono natura, questo è l’unico dato reale. Almeno fino a che sto in questa dimensione terrestre. Non sto dicendo che sto con i piedi piantati su un pianeta rotondo che gira, chiamato Terra. Sto dicendo che sto vivendo, sperimentando la dimensione terra e in essa il mio essere natura. La matrice c’è, è sempre stata qui, sotto matrix forzata e illusoria. Matrix, s’inabissa, si dimentica di sé, si fonde in matrice.

Altro non vedo di reale, ossia di coerente con la mia identità e centratura. Questo è un reale che pulsa, vivo. Tutto il resto, che viene dopo questo, può esserci ma anche no, o essere diverso. Che ne so.

Di sicuro non sono tenuta a crederci, nè a insegnarlo, nè a confermarlo con la mia esistenza. Tutte balle.

Da questa situazione terra e nient’altro in cui mi sto trovando, e che ha modificato anche il mio atteggiamento verso la vita e le persone, vedo altro. Nelle situazioni si aprono portali, bagliori, spiragli, vedo illuminato dove prima non c’era nulla. C’era un muro chiuso, ecco là c’è una possibilità che prima non vedevo. Ora la percepisco, posso svilupparla, darle corpo coerenza e realtà. Nuovi file invadono il mio cervello e mi permettono di pensare altre cose, altre soluzioni.

Innanzitutto, mi son detta:

Se ho lavorato con gli archetipi, questo allineamento con la natura deve fare effetto in me. La natura è ciò che è, equilibrata, abbondante, serena. Beh, questi atteggiamenti intendo sentirmi dentro.

In effetti, è così.

Io, quando voglio, e lo voglio, deliberatamente, nelle situazioni riesco a guardare e sentire gioia, leggerezza. Poiché scelgo di spostare la lente, io sperimento serenità, benessere, divertimento, perché alle stesse situazioni di prima dò un’accezione nuova, libera. In avanti.

Oggi mi è più chiaro un livello: quando diciamo Jahavè, Elohim[1], Dei, Giove, Saturno, Quetzalcoalt, Osiride, Iside ecc cc diciamo parti della psiche (ho già scritto su questo) parti dello Strumento di creazione[2].

Che ci serve per stare sulla Terra.

Non sono identità fuori di noi. Sono strutture dinamiche, energetiche, alcuni di essi arrivano ad avere pure una certa consistenza particellare e noi li nutriamo (ecco perché pare che questi Dei e alleati ci risucchino le energie). C’è un sistema, di vibrazioni, contatti bioelettrici, fluidi, liquidi, per cui inutile prendersela con gli Dei, i vari Olimpi, con Jahvé, Hallah, Angeli, Alieni, Maestri, extraterrestri, rettiliani… tutta la folla astrale che nei tempi ha cambiato nomi, identità ma che ha messo in scena sempre le stesse caratteristiche. Sì, poi Dei, religioni, filosofie, sono andati per fatti loro. Noi ci siamo illusi di esserci evoluti, di essere diventati più intelligenti rispetto ai nostri avi che credevano agli Dei, ai vari Dio, alle stelle… ma le caratteristiche che noi terrestri addormentati abbiamo attribuito a queste pseudo-identità, essendo nostre proiezioni ed avendole viste fuori, non in noi, non le abbiamo consapevolizzate ed hanno continuato ad agire mantenendoci nelle separazioni, negli arroganti modi di ogni movimento che avanzava nella storia.

Sistema che s’è chiamato anche: correnti di pensiero, ideologie, religioni, filosofie, linguaggi, economie… psicologie, politiche, tecnologie. Tutti a mettere in scena le stesse caratteristiche, le stesse dinamiche della psiche, di noi, dando loro nomi, accezioni, diversi ma … osserviamo bene sotto i travestimenti. Tutto ciò che della nostra grandezza e potenza abbiamo proiettato fuori ma, non riconoscendolo come figlio della nostra potenza, l’abbiamo attribuito ad altri, dando loro identità, trasferendo in essi la nostra forza e dignità. Mancando così alla responsabilità sulle nostre creazioni e lasciandole alienate da noi stessi, senza darci perciò la possibilità di trasformazione di noi stessi e delle stesse nostre creazioni. Tutti coloro con cui ci siamo distratti pur di non ascoltarci dentro. Così per ogni persona cosa situazione che abbiamo visto fuori di noi e presa per la realtà, sia quando era allineata, sia quando era sconnessa con la nostra armonia.

Ma qualcuno ha sempre ascoltato, la nostra parte “ascolto me stessa”, “ascolto me stesso” ha sempre funzionato.

La chiamerei Tavola di smeraldo. La chiamo voce interiore. Dialogo interiore. Dialogo interiore sempre acceso tra me e me stessa.

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Basta separazioni di noi con noi stessi.

Basta perdita di energia, dissanguamento di forza e regalità. Parti di noi esiliate e viste come potenze spadroneggianti, risucchianti, dominanti e contrarie all’uomo, alleate o protettrici ma alla fine, più grandi e più forti del semplice terrestre. Esse non hanno portato ad una reale trasformazione, ovvero, aver presente la funzione della polarità e saperla usare, sollevarsi al di sopra delle dicotomie e viversi nell’unità. Non potevano farlo. Ciascuna di queste parti doveva essere e restare se stessa.

Io, solo. Io e solo io.

Noi e solo noi.

Si tratta di riconosce ed e integrare consapevolmente e con armonia tutte queste parti prima alienate e deresponsabilizzate, sapendo che riconosciamo e integriamo con consapevolezza parti di noi. Consapevoli che sono polarità importanti, funzionali, 

Sta a noi riequilibrale e armonizzarle, esse vogliono, chiedono, di essere integrate e riconosciute… umanità.

Dicotomia o integrazione è solo scelta perfetta.

Armonia, il femminile, tutto può.

Questo è un pezzo trasformativo e in trasformazione.

Dal pianeta felice.

21 settembre

[1] Sono gli dei biblici, la Bibbia parla di “creazione”.

[2] Vedi Vittoria capitolo 22