Magia – mentre Spirito ri-corda

Magia

Mentre Spirito ricorda

Magia

Mentre ricordo ri-cordo e ric- or – do e divento ciò che già ero e oggi sono.

Ricordi lontani e non molto lontani riemergono, si stagliano sul palcoscenico. Illuminati. Chiedono un posto ed un ruolo personaggi, scene, eventi, oggetti, sensazioni, movimenti, emozioni, sentimenti. Pensieri. Impianti. Una sottile nostalgia, lo struggimento, il desiderio, tutto sta sulla scena. Tutto in luce, saputo, incantato, magico, che mi chiama, mi interpella. Ciascuno qui vuole una parte e l’aspetta da me.

Aspettate.

Posso oggi dominare la scena io, creatore.

Aspettate personaggi, sospesi nel vostro vuoto. Aspettate, le parti van date con leggerezza, amore, distacco, intelligenza, e sagacia. Ma anche con spietata fetentaggine. 

Non c’è il libero arbitrio.

E’ una cazzata. Non può esserci.

Se la realtà la creo io.

Questo può dire ciascuno di noi.

Se la realtà la creo io, tutti i personaggi della scena li ho impostati io e le parti le do io. Anche quando divergono dal copione. Ovvero mettono in scena il copione che io ho dato, quindi che sono. È in me il copione, e il personaggio. Quindi lui, lei, lui… loro, non sono liberi. Se io ritengo che siano liberi, me la sto raccontando io, sto giocando, nel senso di barare, con me stessa.

Certo, è più impegnativo affermare che dipendono totalmente da me perché:

1 – i loro comportamenti li ho determinati io.

2 – Se voglio una cosa bella, io ci debbo credere, fino in fondo, al di là di ogni tempo, o aspettativa, o fiducia o sfiducia, o… o… o…, la scena è mia, posso accettarla o modificarla. Totalmente.

Sta a me. Il personaggio non ha libero arbitrio. Me la sono raccontata bella, tosta, e così mi è piaciuto ascoltarla. Da adesso riconosco il libero arbitrio solo a me stessa, e lo tolgo a chiunque altro fa parte del mio mondo. Vedo già che cambia tutto.

Il punto è che questa mia presa di coscienza non va portata fuori.

Io debbo essere consapevole di questo e lavorare dentro di me. Lavorare sulla mia scena e i miei personaggi tocca solo a me. Almeno per adesso, almeno fino a che non ho davanti che mi dice:

  • Il punto è che questa mia presa di coscienza non va portata fuori.
  • Io debbo essere consapevole di questo e lavorare dentro di me. Lavorare sulla mia scena e i miei personaggi tocca solo a me.

Questo intendo sentirmi dire da lui, da lei, da loro. 

Dentro e fuori sono due chiavi. Due archè primari:

dentro dico:

Yod – Y –  I – mi centro – vado in fondo a me stessa

fuori dico:

Fé – F – P – mi espando esco da me e  plano su spazi e tempi

Per cui, oggi, chiaro che non vi do la parte subito, cari personaggi. Dato che io muovo, prima studio bene la situazione.

Mi sa che Spirito sta ricordando. Prima accadeva che: io sapevo (vale anche per … noi sapevamo) ma Spirito non c’era, dormiva. Per cui, sì, sapevo e Mente era alleata, ma non avevo la forza per sostenere ciò che intendevo diventare ed essere.

Poi c’è stata la Magia.

A dire il vero pareva una botta in testa. Era la magia. Me l’aveva detto mentre accadeva. Solo che io ho faticato un po’ a “dis-abiguarmi”, ossia togliermi dalle ambiguità e allinearmi al gioco.

Il gioco tra me e me stessa era chiaro da subito:

  • giochiamo senza velo, ovvero vedi come si muove mente. Vedi quanto è perfetta e onnicomprensiva, fedele al suo mandato, tanto da coprire tutta la visione, come se la realtà fosse ciò che vedi, ossia ciò che mente ti fa vedere.
  • Se vedi la fedeltà di mente, ti rendi conto che ciò che stai vedendo è ciò che tu, Francesca, pensi. Quindi, osserva bene e fai i conti – non con la realtà là fuori – ma con ciò che tu pensi. Con quello che c’è dentro di te.
  • Torna in te e ascolta. Ciò che vedi corrisponde a ciò che senti?

È vero? Ciò che vedo?

Oppure

È vero ciò che sento?

Così stiamo ancora giocando, ossia palleggiando tra pseudo realtà e realtà vera – interiore.

Mi seguite? È chiaro? Se vi ritrovate in un momento di apertura dello schermo così, allora potere agganciare ciò che dico e potete vedere che dice qualcosa a voi, corrisponde a qualcosa che state sperimentando. Se non vi risuona, fa nént. Ciascuno sta vivendo il proprio racconto.

So cosa sto facendo con questi post dell’ultimo periodo. Ho già affermato che non scrivo per ripetere informazioni o conoscenze. La giostra va fermata, e fatta ripartire in altro modo, casomai. Vanno intercettati i movimenti sconnessi, vanno allineati e sincronizzati. Ciascuno i suoi.

Il Terrestre è allineato alla natura.

Ayin – O – 16 – Corrispondo.

Il Terrestre è allineato al Pianeta Felice.

È la stessa cosa.

A volte dirmi che sto in Pianeta Felice mi porta più input, maggiori coerenze con dove sto andando, e in cui già sto.

Lavorando con gli archetipi, le dinamiche della forza, è facile vedere i movimenti sotto l’apparente stabilità delle cose. Tanto che si stanno scollando impianti di pensiero ben lontani, ossia impostazioni di fondo, che avevo sempre dato per scontati.

Ancora non mi è chiara la funzione della dimensione “collettiva” in questo modo lucido e scoperto di cogliere la realtà. Certo ogni passo avanti mi conferma e stabilizza sempre più nel mio diventare creatore della mia realtà.

Si smette di guardare, cercare fuori.

Sto attenta a ri-orientare l’osservatore verso dentro, anche quelle volte che, in automatico, egli ancora cercherebbe all’esterno. Per questa strada arrivo, appunto, anche a vedere l’assurdità di riconoscere all’altro da sé, il libero arbitrio. L’altro è una mia creatura….

Magia 

Ora, poiché il risveglio vale per tutti, state certi che a chi me l’ha fatta la magia gliela torno.

E sarà più che una botta in testa. 

magia magia…

 

Magia

… continua…