Archetipi – Linguaggio magico, ovvero che crea

Archetipi

Archetipi

Linguaggio magico, ovvero che crea

Pianeta Felice dilaga dentro di me.

Non più specchi ma creazioni.

La scena è nuova, pulita, i personaggi chiedono di avere la loro parte.

E le parti, le do io.

Morfologicizzare il pensiero.

Do forma organica, materiale al pensiero.

 

Archetipi

Linguaggio magico. Linguaggio organico. E’ parlare e le parole escono con la sostanza-corpo. Le parole sono costruite dagli archetipi, liberi di essere totalmente se stessi, perciò sono parole vere, sane, autentiche, che creano

alef – bet – ghimel – dalet – hé – waw – zain – het – thet – yod – kaf – lamed – mem – nun – samek – ayin – fé – sadé – quof – res – scin – tau

anche l’anti archè

tau – scin – res – quof – sadé – fé – ayin – samek – nun – mem – lamed – kaf – yod – thet – het – zain – waw – hé – dalet – ghimel – bet – alef

Le parole sono pienamente concrete ed efficaci perché il linguaggio organico è l’Uno dei linguaggi delle tante nostre parti. Il linguaggio è Uno perché non conduce finzioni. Solo il pensiero, il linguaggio e l’agire veri, sinceri, coerenti, possono essere linguaggi organico-magici.

Parlo e comunico con il linguaggio organico-magico. Penso, scrivo, telepatizzo, invio fotoni bosoni quark, e agisco linguaggio organico-magico. Cammino gesticolo danzo ed è linguaggio organico-magico.

Seduce. Incanta. Risveglia.

Felice, pianeta Felice comunica così.

Hekau, parole di potere.

Ho conquistato questa purezza della mente e del mio intento.

Ora do l’intento al mio manifestarmi e lo do dalla coerenza di me stessa.

Quando è UNO, il linguaggio crea.

Come si fa?

Ah, che domanda!

Questa è una domanda.

Sperimento. Provo.

Oggi provo così:

  • mi do il punto di creazione.

Il terreno (spazio) in cui si pianta il semino, l’intento (tempo).

Il punto di creazione è il luogo in cui intendo che accada ciò che desidero. Qui metto il seme. La visione di ciò che intendo vivere, e la alimento. Ogni giorno la nutro con gli archetipi primari, ossia con i 22 mattoni dell’universo.

Con i 22 movimenti della forza.

Solo questo: l’immagine di ciò che voglio vivere, del momento in cui voglio immergermi, in cui voglio essere come “presente”, e gli archetipi primari. Tutti. Ogni giorno alimento il mio seme, il mio intento. Do respiro, aria, terra, sostanze vitali, amore a ciò che desidero e lo alimento qui, sul luogo in cui ho posto il semino.

Una creazione – mia – fatta di spazio – tempo – intento.

Sto sperimentando.

Quanto elevato, esigente, grande è il mio desiderio o intento sta a me. Quanto mi sento e mi so illimitata, altrettanto mi permetto grandi intenti e grandi semi.

E io voglio alla grande. Desidero oltre l’apparente realtà. Desidero come sento io.

Non è più nemmeno un provare, Dio mica prova quando crea. Dio è la sua creazione.

Così per me.

Utilizzo tutte le forme e le dinamiche esistenti come energia da portare sul punto di creazione per alimentare il semino. Forme e dinamiche esistenti sono: tutto ciò che vedo attorno a me, che è anch’esso illusione, ovvero una forma nutrita dall’energia. Posso sentire e prendere energia alle forme già esistenti e indirizzarla sulla nuova forma che voglio creare.

Per realizzare il mio intento debbo concentrarmi solo sul mio obiettivo e sulle forme che possono essermi utili, e trascurare tutto il resto. Tutto ciò che accade e non ha a che fare con me, è bene che io lo ignori, così non disperdo energia.

Io – ho – un intento – importante – unico.

Imparare e discernere ciò che ho attorno. Tanto, ogni cosa è illusoria, posso nutrirla e mantenerla davanti all’osservatore o eliminarla.

Ci sono forme-sostanze, alle quali sono legata in un modo o in un altro, e mi pare sconveniente eliminarle. Oppure mi dispiace. Ok. Sono anche un essere relazionale, mentre sto attenta e concentrata a creare ciò a cui ora tengo di più, ci sono anche altre forme che amo, a cui voglio bene, o che mi piacciono. Le lascio essere. Queste parti felici di me stanno in piedi da sole, sono nella gratuità che io mi do, per cui l’energia va ma anche torna. In quella parti di me in cui sono già allineata con Felice (il mio pianeta) non perdo energia. Intanto sto rivedendo la mia mappa del territorio, sto facendo l’inventario. Questo mi serve, questo no. Questo non c’entra nulla con me e lo elimino, guadagno energia.

Un’altra risorsa della forza è il mondo circostante. Lo uso come fosse un grande radar, un antenna che trasmette il mio messaggio al mondo e a chi io intendo arrivi. Guardo le vie, i palazzi, gli alberi, il mare, le montagne. Le percepisco come antenne, metto il messaggio. So che lo trasmettono a destinazione.

Ancora, le dinamiche della vita: concepire, crescere, partorire, nutrire, dormire, comunicare, spostarsi, progettare. Le dinamiche che stanno alla base della costruzione e mantenimento della natura, degli esseri della Terra, ecco, questi movimenti della vita, queste dinamiche le vedo presenti nel mio intento, nel mio desiderio. Se rifletto un po’ mi rendo conto che osservando la realtà nelle sue parti e le dinamiche che stanno alla base delle forme di vita e delle cose, le dinamiche sono i movimenti della forza. Sono gli archetipi

Ecco, sto funzionando nel mio pensiero analogico. Allora io sono archetipi, la mia psiche si sta muovendo nelle stesse dinamiche della vita e della realtà.

Ecco, la vedo come un insight ora la corrispondenza tra la mia psiche, ciò che sono dentro di me, e la realtà esterna.

Ecco, vedo, so perché usare i movimenti della forza – gli archetipi – mi crea la nuova realtà la mia creazione.

Oh, le dinamiche del creare! Ci siamo.

Tutti e ventidue gli archetipi sono qui, attivi, sono a mia disposizione, entrano in scena ad ogni passaggio. Nel darmi l’intento nuovo. Nel discernere spazi-tempi-energie. Nel dissolvere ciò che non serve, nel rafforzare ciò che agevola la mia nuova creazione. Nel fare il passo che viene dopo perché, qui non c’è qualcuno che mi dice come si fa. Sto esplorando, sperimentando se è la dinamica giusta, se funziona.

La verifica è una sola: ho davanti ciò che sono diventata e che creo.

Non più specchi ma creazioni.

Ci tengo molto a questa creazione, al regalino che mi sto facendo.

Anzi, non è un “ci tengo molto” è un “ci tengo tutto”.

Ne va della mia gioia. Ma certo: non è la situazione o la persona là fuori che mi dà la gioia, no no, qui stiamo partendo da un approccio nuovo all’esistenza.

È in me la situazione o la persona. Ecco, sempre dentro devo andare per alimentare il mio obiettivo, per valutare da dove prendere le energie, per decidere qual è il campo morfogenetico. Ossia dove voglio che accada l’innesto, l’avvio della mia creazione.

Ho due tipi di energia.

Una è quella esteriore, mi viene dalle cose che non mi interessano più, che dissolvo. Anche le situazioni, gli eventi esterni che non fanno a che vedere con me.

Non li guardo, voglio recuperare forza al massimo.

La seconda energia – sono io – sono come una stella, ho energia all’interno di me per alimentare me stessa e creare attorno a me galassie, sistemi, pianeti. Sto sul mio intento. Centrata. Ho un punto di rotazione rivoluzione e gravitazione.

  • Io – divento – il mio intento.
  • e mi trovo a essere l’intento.

Sono io che talmente concentro, che sono ciò che intendo vivere.

Fine separazione tra me e il mio pensiero.

alef

  • Io sono l’Anima perfetta di…

Non siamo più nel livello psicologico, per cui non ci diamo risposte e spiegazioni di questo piano.

Siamo nel livello ontologico. I criteri sono diversi. I presupposti su cui di discerne, si sceglie ed agisce sono ben diversi. Sono quei criteri di gratuità e fiducia, unicità, che il mondo dello psicologico non ammette. Considera da ingenui e da poco furbi.

  • Io sono l’Archetipo felice di…
Archetipi