anime gemelle

Creare – dinamiche – 

anime gemelle – di Francesca Salvador

“Alla fine ho trovato non chi stavo cercando, ma chi stava cercando me”.

È un pezzo un po’ “induttivo”.

A me sembra che c’è un fatto. Una cosa che non s’è mai capita come funziona.

Io faccio un pensiero, e poi questo diventa una creazione nel momento che io lo porto qua nella concretezza. Mi sa che: quando io faccio un pensiero, ossia metto su un progetto, lo faccio per conoscere un qualcosa di me, lo faccio per rispondere a un qualcosa che spinge dentro, e che è… oscuro. Non lo vedo per cui porto fuori un desiderio, un pensiero, per rispondere a quel qualcosa che sta dentro, che percepisco, o la mia psiche la percepisce, ma non la vede, non la sa definire. Appunto perché è là, in nuce, ma non l’ho concretizzata nel fuori.

Se pensiamo, il corpo stesso è così. Io, da qualche livello di me, ho percepito una valenza, una presenza, era… non conosciuta. Mi sono data un progetto, e l’ho concretizzato di qua, nel fuori, con il corpo. Così per altri semi di me, che sono in me e che vogliono diventare concreti, così io mi conosco.

Quindi, qua forse c’è un passaggio. Io progetto la risposta a ciò che sento dentro. Ciò che sento è oscuro, non lo conosco.

La risposta è pensiero, già mente, quindi la conosco.

Io vedo solo la risposta, che è mente, razionale, non vedo la parte oscura, quest’ultima la sento. È diverso. E, ora che vedo la parte-mente, ossia la risposta che io ho dato, mi concentro sulla parte pensiero-mente, perché la vedo, e mi dimentico che il tutto è partito da ben altra parte, e che questa altra parte-oscura c’è, esiste ed è questa che ha l’energia e ha spinto ad una risposta.

Ora, se è vero come è vero, che tutto ciò che è la mia realtà la creo io, e fuori non c’è nulla se non ciò che io creo, (onestamente, non so se gli altri là fuori esistono davvero e se hanno una loro realtà, dimensione, campo, situazioni, città.. persone attorno, ecc.. di fatto, di certo, non lo so). Questo è il fatto. Siamo intrisi di dati e informazioni che abbiamo incamerato ma mi sa che, se si tolgono tutte le informazioni, ci si rende conto che: chiunque e qualunque cosa noi, ciascuno di noi, ha ritenuto vera, non esiste di fatto. È illusione.

Ora, se fuori mi viene davanti altro, diverso da quello che è il mio progetto, mi viene davanti il contrario, e mantengo il fatto che ogni cosa che ho davanti l’ho creata da me, come mai? mi vedo davanti il contrario?

Eppure è mio. Ma non mi corrisponde proprio, è il contrario. Mi disturba tra l’altro perché non è questo che io voglio.

Eppure questo ho davanti.

Se scruto un po’ dentro colgo il fatto che:

  • la risposta che io ho creato per rispondere alla spinta oscura è pensiero, costruito con i miei schemi, quelli che approvo in me. Insomma è un livello di realtà-energetica già mentale. Ho progettato una risposta allineata ai miei schemi.
  • La spinta che ha provocato la risposta è energetica-umorale-emozionale-fisica-psichica. Forse questa sta nell’inconscio.

 Tra le due quale ha più energia? Quale ha più potenza di diventare concreta?

Mi viene da dire quella che sta nell’inconscio (forse). Le energie stanno nel profondo, appunto. Siccome io non le ho dato spazio nel razionale, dato che non la riconosco, non mi piace secondo i miei criteri di oggi, la spinta, col suo contenuto ossia la sua informazione, s’è data vita comunque, e mi si presenta davanti.

È cosa mia, anche se non la riconosco.

Che fare?

che si fa qui in anime gemelle – di Francesca Salvador ?

anime gemelle - di Francesca Salvador
anime gemelle – di Francesca Salvador

Riconoscerla mia.

Ci vuole forza, e quanta. Ce l’ho, perché questa è cosa mia.

Il gioco è tra dentro e fuori in questo momento.

Se si agisce all’esterno si agisce con gli schemi e rispondono gli schemi. Ossia le persone che coinvolgiamo all’esterno reagiscono dai loro schemi, non dal dentro se stessi.  Se si agisce dentro, e si trattiene qualsiasi azione e parola esterna, si imprime l’intento nell’inconscio.

Allora l’intento accade.

Se sto col fuori reagisco, e alimento ancor più la pseudo realtà che vedo.

Dato che è illusione, forse, se riesco a stare sul fatto che illusione è, e la lascio essere, la riconosco – dentro – e non reagisco fuori, forse a qualche ora, accettata tutta dentro, ne colgo il senso, mi arriva l’informazione. L’informazione è me, è in quella spinta che avvertivo. Allora, ok, lascio in sospeso la mia risposta, non insisto ora a volerla concreta.

Oppure, meglio, la tengo, io mi amo così, come desidero le cose, non mi rinnego nel mio desiderare le cose in un certo modo (così non mino la mia autostima). Tengo tutte e due, sia l’illusione che vedo fuori sia la mia risposta, il mio progetto.

Lavoro dentro, tengo tutti i pensieri in sospeso. Li lascio essere tutti: un pensiero e il suo opposto.

così ci si muove in… anime gemelle – di  Francesca Salvador

Per adesso sono ferma qua. Sto trattenendo, in me, ogni illusoria reazione esterna.

Quando sto ferma, lavorano gli archetipi.

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