Anima gemella – Terre interne inesplorate

anima gemella

Terre interne inesplorate.

Anime gemelle

 – Mi chiedono: 

  • Chi è o cos’è per te l’anima gemella?
  • È colui che, come me, s’è stufato di ripetere le stesse cose, in tutti i campi: comunicazione, scambi, confronti, giochi, eros, passatempi, progetti e altro. Come me, vuole inoltrarsi su strade nuove. È la persona più semplice e al tempo stesso acuta e coerente che riesce ad incantare e sedurre me, che sto su Felice. Quindi io, che non mi lascio più prendere da situazioni o oggetti esteriori, che sono in viaggio, in ricerca di nuovi orizzonti interiori. Che vivo di insight per cui, non sono certo le chiacchiere che vengono dai libri, dal web, dai media che possono riempire la mia sete di gusto di stare al mondo e di senso.
  • Che mi sono decisa a creare sempre nuova vita dato che non credo all’ineluttabilità della morte.

Lui, a questo risponde. Ecco perché si chiama “Anima gemella”.

Esploratori del profondo, in terre interne inesplorate.

Esploratori del profondo. Viaggiatori.

Fatica. Determinazione. Forse neanche fatica. Impegno. Giorno dopo giorno. Darsi vita ogni giorno esplorando nuovi spazi di cieli interiori. Sentirne il suono, il profumo, l’attrazione, la spinta. E viverli fuori.

Io. Sono. Tu. Sei.

Passione. Intento. Motivazione. Oltre l’ineluttabilità della morte.

Dove altri non hanno osato volere. Scegliere. Esigere. È un fatto di anima gemella.

Soprattutto è un fatto di creazione.

Adesso sono.

Yod.

Yod – Hé – Waw – Hé.

È una chiave.

Terre interne inesplorate

Il tema che predomina nei miei scritti è:

L’Anima Gemella.

Come diventare tali che: l’anima gemella mi compare davanti.

Talmente ne penso, ne faccio, ne dico, ne esperimento. Talmente mi do da fare per modificare me stessa, crescere, diventare tale che tiro fuori da me la creazione che mi ritorna questa comunicazione, quest’amorevolezza, intelligenza, insieme a gioco arrapamento piacere complicità gusto del vivere che… certo che c’arrivo.

Questo voglio, con tutta me stessa.

Mi chiedevo:

  • Io, Francesca Salvador, tengo più al premio Nobel o all’anima gemella?
  • E mi dicevo:
  • Prima viene l’anima gemella. Prima si vive. Vincere il Nobel e non essere vivi non mi interessa.

Ooohh, lo vedo il copione, siamo abituati a separare i desideri. Oggi dico:

  • Io sono tutti i desideri. 
  • Io mi merito tutto.
  • Io sono il mondo!

Sono certa del mio desiderio e della mia meta che comprende tutti e due gli obiettivi.

E tanti altri.

A questo punto mi vorreste chiedere se ci sono arrivata. Perché se in Vittoria dico che parto dalla meta, significa che mi sto gustando l’arrivo, il traguardo, la meta. Sappiamo anche che funziona il transfert e che, una volta raggiunto l’obiettivo in una parte di noi stessi, sono raggiunti anche gli altri.

Ebbene. Sì. Comunque sia, io alla meta ci sono.

L’ho gustata, tanto che ho potuto tirare fuori questo dire:

  • Sono sulla meta, ora sto semplicemente ri-avvoltolando il nastro.

Ci sono da fare alcune puntualizzazioni:

1 – Quando faccio un pezzo di strada dentro a questo “avere davanti l’anima gemella“, prima ci vado dentro come se… io stessi cercando nient’altro che l’anima gemella. Ossia, entro in un’interazione in cui metto forze, energie, attenzione, come se… io avessi davanti l’anima gemella, perché… voglio creare la mia anima gemella.

Questo… come se… è una strategia. In Emme ya, uno dei miei libri sta descritta in un racconto.

Fare come se… Significa anche: essere già sulla meta.

Questo il primo passaggio poi, quando il campo morfogenetico è a buon punto, ossia io ho davanti la persona che potrebbe corrispondere all’anima gemella, ecco che, quando la creazione è a un buon livello di visibilità e concretezza, ecco che vedo sotto… oltre.. e quella, cosiddetta, anima gemella prende un’altra valenza. La vedo sotto un’altra prospettiva. Di essa, ossia della persona, vedo… vedo lei. Non come è servita a me per fare da catalizzatore al mio cammino ma ciò che lei è in se stessa. Così che ho lavorato tanto, mi sono arrampicata, ho lavorato su me stessa e sugli eventi (io parto e torno sempre a me) che, ecco, fatto il pezzo di strada, io sono cambiata, ho esplicitato un’altra parte di me, o di me ho visto un altro nodo che ora ho sciolto. La tensione, l’attenzione, il pathos si allentano, a questo punto le cose funzionano ancor meglio perché, fuori dall’intensità del mio obiettivo, tutto diventa più umano, vivibile, condivisibile e io mi trovo davanti una bella persona con cui interagire. Beh, certo, ho fatto il lavoro trasformativo. L’altro, il catalizzatore di ciò che da in fondo a me premeva per uscire alla luce, diventa una comunicazione costruttiva e di pregio.

È una dinamica alchemica.

2 ‐ Da questa ultima considerazione il secondo punto:

la prima insostituibile Anima Gemella, sono io a me stessa.

E difatti così dev’essere e così è. Questo sta soprattutto in Eméraude, altro libro mio. Eméraude è questo, quando eravamo all’avere davanti gli specchi di noi stessi. Per cui molto del lavoro fatto e condiviso in questi anni gira attorno all’anima gemella che ciascuno è a se stesso. La prima insostituibile. L’altra parte di sé. Se sto bene con me stessa/o tirerò fuori da me un compagno/a che mi fa stare bene. Si tratta sempre di creazioni.

In fondo, cos’è stato questo viaggiare dentro in continuazione per tirare fuori da me stessa l’anima gemella? Forse, la parte più sagace e provvidenziale di me, sapeva che io, come la maggior parte delle persone, non mi sarei soffermata più di tanto a imparare a volermi bene e ad occuparmi di me stessa, ed ecco che mi ha creato la metafora, la fantasia, il movente dell’anima gemella fuori di me affinché io mi decidessi a voltarmi dentro me.

E qui c’è un altro libretto mio che la racconta, ovvero Isshah Adamah, oltre che alla terza parte di Sette settimane con il mio alchimista interiore.

Occuparmi di me stessa, avere effettivamente cura e premura di me stessa, della mia grandezza e integrità oltre che coltivare pazientemente il mio sogno. Aprire l’unico canale importante ed indispensabile per avere, poi, tutto dal mondo, ossia da me stessa. Così, ho creato l’attenzione sull’anima gemella all’esterno, per darmi la curiosità, complicità, quel gancio, che mi ha spinto ad avvicinarmi sempre più a me.

È un percorso. So di averlo scandagliato.

Stanotte ci pensavo, dire ai lettori:

  • Ti garantisco il raggiungimento di una vita abbondante, sazia, piacevole, ecc ecc.

per me corrisponde innanzitutto ad elevare la vibrazione, essere terrestre di qualità, godermi la Terra, il corpo e il suo godere della mia anima gemella con pregio, stile, estési, insieme a potenza e forza. Il resto viene da solo. Oh, mi direte, tutti intendono questo. Bene, mi connetto a questi tutti. Ultimamente percorro alcune vie della città dicendomi:

  • Sto camminando qui, in via Mazzini, a Piazza Vittoria, nella loro dimensione Pianeta Felice.
  • Così chi incontro è chi sta con me su Felice.

Eheh, sono cambiate le persone che m’arrivano davanti. Ora le guardo dirette negli occhi, e ricevo lo stesso sguardo consapevole. Questo solleva, fa sentire a casa.

Anima gemella

La mia proposta di abbondanza sazietà leggerezza e gioia è il fatto che…

terzo punto:

3 – io – mi vivo e mi godo l’abbondanza e la sazietà dentro perché talmente c’ho creduto, ho insistito, mi sono centrata su questo, ho rotto le scatole, che l’ho creata.

Ho creato, attivato questo movimento in me.

Certo ci stava già, alla fine non creiamo nulla, solo tiriamo su dall’inconscio, ossia dalla parte in ombra di noi stessi il bello e il brutto, il tutto. Dipende da che approccio abbiamo con noi stessi e col mondo esterno. Dipende da cosa scegliamo di sperimentare. Anche questa capacità di scelta, ossia di orientamento interno, è consapevolezza che si raggiunge.

4 – Ecco perché, alla domanda iniziale: 

  • Chi è per te l’anima gemella?

Rispondo:

  • È colui che, come me, s’è stufato di ripetere le stesse cose, in tutti i campi: comunicazione, scambi, confronti, giochi, eros, passatempi, progetti e altro. Come me, vuole inoltrarsi su strade nuove. È la persona più semplice e al tempo stesso acuta e coerente che riesce ad incantare e sedurre me, che sto su Felice. Quindi io, che non mi lascio più prendere da situazioni o oggetti esteriori, che sono in viaggio, in ricerca di nuovi orizzonti interiori. Che vivo di insight per cui, non sono certo le chiacchiere che vengono dai libri, dal web, dai media che possono riempire la mia sete di senso e gusto di stare al mondo.
  • Che mi sono decisa a creare sempre nuova vita dato che non credo all’ineluttabilità della morte.

Lui, a questo risponde. Ecco perché si chiama

“Anima gemella”.

Esploratori del profondo, in terre interne inesplorate.

Così è anche per alcuni amici e lettori.

Anima gemella